Comico

Il lato tragicomico dell’esistenza umana

Sigmund Freud diceva che il nostro desiderio di ridere non è altro che il desiderio di tornare bambini quando non avevamo bisogno dell’umorismo per essere felici. Chi non desidera ridere si è allontanato da sé stesso. “Ride bene chi ride ultimo. E sai chi è l’ultimo? Quello che la capisce dopo.”

L’ironia è l’osservazione dell’esistenza in tutti i suoi aspetti al di fuori delle convenzioni e di ciò che è esteriore. Abbatte gli schemi, distrugge gli aspetti artificiali della psiche nei quali l’uomo è rimasto intrappolato ed ha a che vedere direttamente con l’equilibrio della vita interiore e la logica. Per fare tutto questo l’ironia si serve del desiderio di ridere che nasce con l’uomo. Noi non ne abbiamo memoria, tranne coloro i quali hanno una memoria eccezionale.

Io mi ricordo addirittura di quando sono andato con mio padre ad una festa piena di donne. Mio padre è entrato in una camera con una sconosciuta e sono tornato con mia madre.

La comicità è l’aspetto sintetico dell’ironia e vive di battute. Una sola battuta ha sempre messo a nudo chiunque, anche un Imperatore o un Re. Non c’è che un passo dal sublime al ridicolo. E’ per questo che dobbiamo ridere di noi stessi prima che lo facciano gli altri.

L’umorismo è un’espressione dello spirito, come rapporto che l’uomo pone con la realtà in maniera ironica, esorcizzante, dialetticamente esplosiva: un modo di gestire sé stesso nella vita e, soprattutto, un modo di vedere gli avvenimenti al di fuori degli avvenimenti stessi.

Mi è capitato di fermarmi dietro ad un uomo che cercava delle cose in un cassonetto della mondezza. Io mi sono messo lì a guardare per vedere cosa prendeva, quello si è girato mi ha visto e mi ha chiesto: “Ma che c’eri prima te?”

La super-carica di tristezza non è un’esperienza dello spirito ma soltanto autolesionismo, un appesantimento di pene inutile. E’ l’attrazione per le emozioni negative, il più devastante dei flagelli dell’uomo di oggi da cui ci si libera soltanto attraverso il senso dell’umorismo.

Le emozioni negative sono un fenomeno terribile ed occupano un posto enorme nella vita di intere famiglie. Quando madre e figlia vanno al cinema se, tornando a casa, qualcuno chiede loro: “Ti è piaciuto?” Rispondono: “Sì, abbiamo pianto tanto.”

L’arte di guardarsi dentro e cercare di non rifilarsi menzogne, passa attraverso la capacità di saper ridere di sé stessi e vedere le proprie fragilità per poterle gestire. Cosa che andrebbe significata ai ragazzi prima che sia troppo tardi, in modo che distinguano i piaceri sani della vita da quelli dannosi. Ma penso che presto troveremo i ragazzi che cominciano a fumare direttamente la sigaretta elettronica. E quando chiederanno loro: “Cosa pensi di fare da grande?” Ti risponderanno: “L’ex drogato.”

L’uomo ormai è in trappola e sarà difficile uscirne. L’arma peggiore puntata verso la sua anima di bambino, quando non aveva bisogno dell’umorismo per essere felice, è data dal fatto che l’uomo oggi è diventato un numero e non può sottrarsi ad un fisco a cui dell’essere umano non importa un fico secco.

Oggi se sul computer del fisco risulta che hai un reddito basso e non sei “congruo” devi pagare. Se poi non hai redditi sei il primo ad essere sospettato. Dice: “Io ho paura del redditometro.”
“Beato te, io invece ho paura del miseriometro.”

Guardati dentro ma sappi che se il bilancio della tua vita è negativo o positivo, in entrambi i casi, dovrai fare i conti con Equitalia.

L’uomo che si domanda chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo e, soprattutto, dove troviamo i soldi per il pieno di gasolio, non esiste più perché ha perso il senso dell’ironia, dell’allegrezza e della felicità che sono parte del suo essere al mondo.

Il lato tragicomico dell’esistenza umana vuole che l’uomo creda di avere voce in capitolo ma in realtà non conta più nulla. Che diremo ai nostri figli? “Papà che cos’è la democrazia?” “Decidere liberamente da quale governo farsi fregare lo stipendio e la pensione.”

Con il recupero del senso dell’ironia la speranza può tornare a sorriderti in poco tempo. Senza ironia la speranza ti sorride subito. Ma è senza denti.

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